A 4 mesi la pediatra ha sentenziato: svezziamolo! E così fu...

Organizzarsi in viaggio

Posted: January 11th, 2011 | Author: | Filed under: 6-9 mesi, In viaggio, Svezzamento | Tags: , | No Comments »

In questi mesi mi sono resa conto che spesso la base non è tanto l’ingrediente (che se pe runa volta la zucchina non è biologica non muore nessuno), ma l’organizzazione.

Si va in giro, si va in vacanza, si va anche solo via per il fine settimana. Con un bambino piccolo bisogna organizzarsi. E non solo per le pappe.

Quest’estate abbiamo fatto un lungo viaggio in Francia e Y aveva poco più di 7 mesi. I suoi nonni paterni vivono nel sud della Francia, quasi in Spagna, e per arrivarci con calma, senza soffrire troppo il caldo o stare troppe ore in macchina, ci abbiamo messo 4 giorni. 4 giorni in giro per alberghi, senza una cucina a disposizione.

E a quel punto gli omogeneizzati non si possono evitare.

Giorno 1: Borsa frigo con pappa di verdure e 3 pappe di frutta (1 mattina, 1 pranzo, 1 merenda), 1 omogeneizzato biologico di verdura e di carne, purea 100% frutta biologica.

Giorno 2: latte per il mattino + 2 biscotti, 4 puree 100% di frutta biologica (1 mattia, 1 pranzo, 1 merenda, 1 sera), 3 omogeneizzati biologici di verdure (2 per pranzo, 1 per cena), 1 omogeneizzato biologico di pesce.

Giorno 3: latte per il mattino + 2 biscotti, 4 puree 100% di frutta biologica (1 mattia, 1 pranzo, 1 merenda, 1 sera), 3 omogeneizzati biologici di verdure (2 per pranzo, 1 per cena), 1 omogeneizzato biologico di carne.

Giorno 4: latte per il mattino + 2 biscotti, 4 puree 100% di frutta biologica (1 mattia, 1 pranzo, 1 merenda, 1 sera), 4 omogeneizzati biologici di verdure (2 per pranzo, 2 per cena).

Di scorta: biscotti, gallette senza sale, omogeneizzati di frutta e verdura, latte in polvere.

La sera del quarto giorno siamo finalmente giunti dai suoceri, anche perché Y iniziava a rifiutare gli omogeneizzati che alla fin fine, biologici finché vuoi, tutti di verdure o di carne, ma pur sempre con sapori blandi e un po’ tutti uguali.

Dove li tenevamo?

In una borsina frigo capiente, ma non eccessivamente grande, insieme al biberon dell’acqua. Una tasca esterna aveva un bavaglino di plastica (così si poteva lavare sotto l’acqua corrente e asciugava in due minuti), delle pezzette e delle salviettine umidificate.

In un sacchetto di plastica, chiuso con una laccetto, un piccolo contenitore con del detersivo e una spugnetta per lavare il cucchiaino e il biberon del latte.

E noi, cosa abbiamo mangiato, come ci siamo organizzati?

Per il primo giorno, a pranzo, pic nic su un prato e abbiamo mangiato tutti insieme. Dalla cena del primo giorno in poi, la routine è stata dare da mangiare a lui alle 12, magari su un prato, e poi andare al ristorante e mangiare, noi al tavolo, lui nel passeggino (alle volte gli ho dato l’omogeneizzato nel suo passeggino). Y a quel punto dormiva o con un pezzo di pane era un bambino felice e sorridente.

E per il cambio?

Una busta con pannolini (ne avevo previsti 5 al giorno nella busta, più altri in giro per la macchina, più la scorta nel bagagliaio), con un panno grande per cambiarlo su qualsiasi superficie, salviettine umidificate, piccoli campioni di pasta lenitiva (specie d’estate, con il sudore, è basilare), body di ricambio, crema solare, sacchetti di plastica per buttare tutto.

Così organizzati è stato un viaggio senza problemi. Ovviamente in macchina aveva il suo orsacchiotto preferito e altri due o tre giochi.

Più cresce e più è facile viaggiare, eliminando gli omogeneizzati, visto che ormai ha più di un anno e mangia tutto quello che mangiamo noi, perciò al ristorante basta ordinare un piatto di pasta o di verdure e lui è sfamato.

Una nota sulle temperature

Non avendo mai dato latte artificiale a Y prima dei 4 mesi, non mi sono mai preoccupata di scaldarlo: gliel’abbiamo sempre dato a temperatura ambiente. Così come gli omogeneizzati: a temperatura ambiente. Lui non ha mai dato segni di non gradire e così in viaggio è più semplice, piuttosto che portasi dietro lo scaldabiberon da macchina e tutti quegli aggeggi.

Alle volte mi chiedo se non siano le case produttrici di quegli aggeggi che creino il bisogno, prima dei nostri figli… Una risposta noi ce la siamo data 😉